Pacchetto studente
Appunti sinceri
Al termine del corso di grafica editoriale, ci è stato chiesto di progettare e stampare un prodotto editoriale con tema “grafica sulle lezioni”. Io ho utilizzato questo brief come scusa per fare tutt’altro.
Al termine del corso di grafica editoriale, ci è stato chiesto di progettare e stampare un prodotto editoriale con tema “grafica sulle lezioni”. Io ho utilizzato questo brief come scusa per fare tutt’altro.




19 – 04 – 2022
"Pensieri
Se avete trovato questo “pacchetto studente” con dentro pastiglie per l’ansia e appunti già pronti, mi dispiace, ma non avete fatto jackpot. Non ho soluzioni e non ho neanche gli appunti pronti.
Ho evitato di cominciare questo progetto, assegnato dal professore a fine febbraio, per timore di non essere originale, di fare qualcosa di già visto.
Avere un’idea inedita, estrapolare contenuti secondari della lezione, giocare con l’ironia e fare qualcosa che il professore magari avrebbe mostrato gli anni successivi a inizio corso: che sogno. Ma ora, riflettendoci, le lezioni sono le mie. E comunque, per me, fare qualunque cosa vorrebbe dire fare qualcosa di mai fatto prima. Sono al primo anno, d’altronde.
Vi starete chiedendo “E dunque? Qual è il punto?”
(ma con chi sto parlando che sono in camera della mia compagna di corso davanti ad un computer?)
Il punto è fare qualcosa non per impressionare qualcuno, ma qualcosa in cui gli studenti possano ritrovarsi, che gli permetta di sentirsi legittimati a non essere perfetti, a non avere le idee chiare, a perdere qualche pezzo di spiegazione, a sbagliare. Ed ecco quindi che questo sarà un prodotto editoriale fatto da me, per me (e per tutti quelli come me), con sincerità.
Disclaimer: la sincerità potrebbe mancare a tratti. D’altronde si sa che non sempre si è sinceri con se stessi."
"Pensieri
Se avete trovato questo “pacchetto studente” con dentro pastiglie per l’ansia e appunti già pronti, mi dispiace, ma non avete fatto jackpot. Non ho soluzioni e non ho neanche gli appunti pronti.
Ho evitato di cominciare questo progetto, assegnato dal professore a fine febbraio, per timore di non essere originale, di fare qualcosa di già visto.
Avere un’idea inedita, estrapolare contenuti secondari della lezione, giocare con l’ironia e fare qualcosa che il professore magari avrebbe mostrato gli anni successivi a inizio corso: che sogno. Ma ora, riflettendoci, le lezioni sono le mie. E comunque, per me, fare qualunque cosa vorrebbe dire fare qualcosa di mai fatto prima. Sono al primo anno, d’altronde.
Vi starete chiedendo “E dunque? Qual è il punto?”
(ma con chi sto parlando che sono in camera della mia compagna di corso davanti ad un computer?)
Il punto è fare qualcosa non per impressionare qualcuno, ma qualcosa in cui gli studenti possano ritrovarsi, che gli permetta di sentirsi legittimati a non essere perfetti, a non avere le idee chiare, a perdere qualche pezzo di spiegazione, a sbagliare. Ed ecco quindi che questo sarà un prodotto editoriale fatto da me, per me (e per tutti quelli come me), con sincerità.
Disclaimer: la sincerità potrebbe mancare a tratti. D’altronde si sa che non sempre si è sinceri con se stessi."










