Tanaka Ikko nasce nel 1930 a Nara - culla della cultura nipponica - e si forma e lavora a Tokyo - metropoli internazionale. Questo binomio tradizione- modernità pone le fondamenta della sua filosofia progettuale.
Egli è infatti noto come massimo maestro della grafica che ha saputo unire Giappone e occidente.
Il nome della mostra è HANASHI, che viene tradotto come dialogo. Tesi, antitesi, sintesi costituiscono il processo dialogico in cui due opposti - tesi e antitesi - entrano in relazione e il risultato è qualcosa di nuovo: una sintesi degli aspetti migliori di entrambi.
Lo spazio centrale rappresenta il ma: se per il Razionalismo il vuoto è funzionalità e minimalismo, per la filosofia giapponese ha un’altra accezione: il vuoto è ma, il cui kanji combina gli ideogrammi “porta” e “sole”. 
Visivamente il suo significato richiama l’immagine di una porta aperta attraverso cui filtra la luce solare.
Il ma dunque non è assenza, bensì suggerisce una tensione verso l’infinito, lasciando lo spazio all’interpretazione del fruitore.
Il ma ospita un tatami, che diventa luogo di massima interpretazione ed espressione delle diverse culture delle varie tappe della mostra.
Con: Bortoletto Ines, Soravia Matteo
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