“In che modo un oggetto massiccio, di cemento, posto in luoghi di passaggio, può effettivamente avere un impatto sulle nostre vite?”.
Le panchine sono da sempre luogo di ritrovo: chi è che non ha mai detto “Troviamoci alla nostra panchina!”?; chi è che non si è mai ritrovat ad aspettare una persona cara, a riflettere, sedut - anche per ore - su una panchina?; e quante volte capita che queste vengano rimosse dalla città e se ne senta la mancanza, nonostante prima non ci si ricordasse che fossero li?
Ma anche noi lasciamo un segno su di loro, nel corso del tempo, anche e soprattutto in senso letterale: chi vi si siede, sente li bisogno di lasciare un segno, che si sovrappone e si accumula ad altri segni e ad altri ricordi lasciasti da altre persone nel corso del tempo.
Le panchine, quindi, lasciano un segno nelle nostre vite, secondo diverse prospettive.
Qui vediamo la prospettiva Odio e Amo.
Le panchine sono da sempre luogo di ritrovo: chi è che non ha mai detto “Troviamoci alla nostra panchina!”?; chi è che non si è mai ritrovat ad aspettare una persona cara, a riflettere, sedut - anche per ore - su una panchina?; e quante volte capita che queste vengano rimosse dalla città e se ne senta la mancanza, nonostante prima non ci si ricordasse che fossero li?
Ma anche noi lasciamo un segno su di loro, nel corso del tempo, anche e soprattutto in senso letterale: chi vi si siede, sente li bisogno di lasciare un segno, che si sovrappone e si accumula ad altri segni e ad altri ricordi lasciasti da altre persone nel corso del tempo.
Le panchine, quindi, lasciano un segno nelle nostre vite, secondo diverse prospettive.
Qui vediamo la prospettiva Odio e Amo.







Con: Cappelletto Riccardo, Cocchetto Niccolò